Notizie di ieri (e solo di ieri):
1) I giudici di Milano rinviano il legittimo impedimento alla Corte Costituzionale per sospetta incostituzionalità (e aggiungerei che fanno benissimo);
2) Marcello dell'Utri condannato in appello a 11 anni per associazione mafiosa. Ora sentiremo che dice la Cassazione.
3) Berlusconi che afferma che il problema mafia è stato ingrandito da serial come la Piovra e libri come Gomorra (come se tacere il problema contribuisse a risolverlo).
La prima cosa che mi viene da pensare è che ormai accadono e vengono dette quotidianamente dai nostri politici delle vere e proprie enormità come se ciò fosse diventata la norma: in altri Paesi ciò che accade ogni giorno da noi sarebbe sufficiente a far cadere un governo e condannare il politico in questione alla gogna pubblica.
La seconda è che ci sarebbe bisogno oramai di una manifestazione ogni due giorni, con conseguente mobilitazione continua del poco popolo rimasto ad avere senso civico. Ma cui prodest? In fin dei conti la gente ha altro a cui pensare, e ormai il berlusconismo è diventato parte integrante del nostro vivere quotidiano, tanto che ci vuole quasi uno sforzo morale per ribadire il fatto che quanto accade non è normale, nè lo sarà mai, ma è cosa che - alla luce di una basilare concezione della democrazia - non puo' essere tollerata.
In altri termini, il rischio che stiamo vivendo ogni giorno di piu' è quello di una totale assuefazione alle assurdità del Berlusconismo e quindi, per dirla in termini giuridici, del trionfo di una nuova Costituzione materiale a immagine e somiglianza di B su quella scritta e formale che è ormai completamente estranea alla prassi di governo (in attesa di chissà quali mirabolanti riforme in questo senso). A meno che i giudici riescano a portare a termine il loro lavoro in santa pace (cosa su cui nutro forti dubbi).
Sul punto 1, ad esempio, possiamo parlare di totale insofferenza del Cavaliere per l'articolo 3 della Carta: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.". Già la Corte rigettò il Lodo Alfano per manifesta violazione di questo articolo, ora viene risollevato il medesimo problema. Quest'idea di uguaglianza sembra proprio ripugnare al Cavaliere, a quanto pare...
Sul punto 2 assistiamo all'ennesima evidenza della collusione tra membri del PdL e organizzazioni mafiose (ricordiamo anche il sottosegretario all'Economia Cosentino, vicino alla Camorra, che è ancora lì) ma la gente "comune" sembra non battere ciglio:
Sul punto 3 non vale neanche la pena soffermarsi, tanto ormai fa tutto parte della forma mentis per la quale: "i panni sporchi si lavano in casa", o, come diceva Andreotti: "se non puoi parlare bene di una persona, non parlarne". In pratica, sarebbe bene istituzionalizzare l'omertà a virtù cardinale del Paese.
In definitiva il limite è stato abbondantemente passato, le assurdità si moltiplicano e sembra di non poter far altro che stare a guardare l'esito dello scontro tra politica e magistratura: il punto è che quando la spia che indica un problema (in questo caso, le minacce a democrazia e legalità) non segnala piu' ad intermittenza ma segnala in maniera stabile e cronica, si finisce per considerare quel segnale sempre acceso la normalità. E per abituarsi, o assuefarsi, definitivamente.