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domalex riflessione e divulgazione su conoscenza e giustizia
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Curiosità
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5 ottobre 2010
Un esempio da imitare

Anche in Italia abbiamo delle eccellenze sul campo delle energie rinnovabili: questo è il caso di Tocco di Casauria, un paesino abruzzese citato dal New York Times come esempio da seguire sulla strada delle energie pulite. Grazie agli impianti eolici il paese produce più energia di quanta ne consuma e riesce anche a realizzare profitti.

Vedete che il nostro Paese, se lo vuole, non è così irrecuperabile?

http://www.ansa.it/web/notizie/canali/energiaeambiente/rinnovabili/2010/09/29/visualizza_new.html_1758361421.html

1 settembre 2010
SCIENZA
Energia elettrica persino dalle patate

Per la serie: volendo ci sono migliaia di modi per produrre energia e non solo i pochi che ci vengono imposti per il vantaggio di qualcuno.

http://www.ansa.it/web/notizie/canali/energiaeambiente/rinnovabili/2010/08/30/visualizza_new.html_1788902996.html

Rinnovabili: presto energia elettrica anche dalle patate
16 giugno 2010
SOCIETA'
Grande iniziativa

Dal Corriere:

"A San Francisco la legge anti-radiazioni

I negozi devono esporre il livello di onde per ciascun modello. «Nessuna battaglia, vogliamo solo informare»"

Lo ha deciso l’amatissimo primo cittadino di San Francisco Gavin Newsom (con un provvedimento che ha già dei precedenti in America), stabilendo che ogni negoziante del settore dovrà fornire ai clienti le informazioni necessarie riguardo al cosiddetto SAR (Specific Absorption Rate), altrimenti detto tasso di assorbimento specifico. Questi tassi sono differenti a seconda dei modelli, ma nessun cellulare americano può avere un SAR superiore a 1,6 watt per chilogrammo, secondo le disposizioni della Federal Communications Commission."

 

http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/10_giugno_16/california-san-francisco-legge-radiazioni-dipasqua_fa706768-793d-11df-ad02-00144f02aabe.shtml

Questi si che sono politici.

 

19 aprile 2010
SCIENZA
La Terra trema

Assisitiamo, dall'inizio del 2010, ad un impressionante aumento dei terremoti. In particolare i fenomeni sismici che si sono verificati negli ultimi 4 mesi sono:

Haiti (11 Gennaio)   http://www.corriere.it/esteri/10_gennaio_13/terremoto-haiti-migliaia-sotto-le-macerie_ca13ade0-000d-11df-b35f-00144f02aabe.shtml

Cile (28 Febbraio)   http://archiviostorico.corriere.it/2010/febbraio/28/Sisma_Cile_poi_tsunami_Molti_co_8_100228015.shtml

Turchia (8 Marzo)   http://www.corriere.it/esteri/10_marzo_08/terremoto-turchia_6cb26926-2a7d-11df-8ae4-00144f02aabe.shtml

Giappone (14 Marzo)   http://www.corriere.it/esteri/10_marzo_14/giappone-terremoto_5980b96a-2f47-11df-a29d-00144f02aabe.shtml

Messico del nord (5 Aprile)   http://www.corriere.it/esteri/10_aprile_05/terremoto-messico-california_ab85b770-4080-11df-84ba-00144f02aabe.shtml

Spagna (13 Aprile)   http://archiviostorico.corriere.it/2010/aprile/12/Terremoto_Andalusia_scossa_gradi_Richter_co_8_100412026.shtml

Cina (14 Aprile)   http://www.corriere.it/esteri/10_aprile_14/cina-terremoto_0be917ec-4789-11df-ac43-00144f02aabe.shtml

Papua Nuova Guinea (17 Aprile)   http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2010/04/18/visualizza_new.html_1763585999.html

 

Questo non puo' non portarci a considerare come la Terra stia tremando piu' del normale. La scienza si dice impotente rispetto alla possbilità di prevedere i terremoti: un uomo invece affermò agli inizi del Novecento di essere in grado di farlo, mettendo in relazione i movimenti degli astri con i fenomeni sismici. Si chiamava Raffaele Bendandi e le sue previsioni si sono realizzate in diverse occasioni. Per il 2011 e 2012 Bendandi aveva previsto un incremento dei terremoti, che avrebbe interessato anche l'Italia. Forse non aveva tutti i torti? Qui il servizio Voyager che lo riguarda:

http://www.youtube.com/watch?v=Lh8uikIxwSs

17 aprile 2010
POLITICA
Il rischio assuefazione

Notizie di ieri (e solo di ieri):

1) I giudici di Milano rinviano il legittimo impedimento alla Corte Costituzionale per sospetta incostituzionalità (e aggiungerei che fanno benissimo);

2) Marcello dell'Utri condannato in appello a 11 anni per associazione mafiosa. Ora sentiremo che dice la Cassazione.

3) Berlusconi che afferma che il problema mafia è stato ingrandito da serial come la Piovra e libri come Gomorra (come se tacere il problema contribuisse a risolverlo).

La prima cosa che mi viene da pensare è che ormai accadono e vengono dette quotidianamente dai nostri politici delle vere e proprie enormità come se ciò fosse diventata la norma: in altri Paesi ciò che accade ogni giorno da noi sarebbe sufficiente a far cadere un governo e condannare il politico in questione alla gogna pubblica.

La seconda è che ci sarebbe bisogno oramai di una manifestazione ogni due giorni, con conseguente mobilitazione continua del poco popolo rimasto ad avere senso civico. Ma cui prodest? In fin dei conti la gente ha altro a cui pensare, e ormai il berlusconismo è diventato parte integrante del nostro vivere quotidiano, tanto che ci vuole quasi uno sforzo morale per ribadire il fatto che quanto accade non è normale, nè lo sarà mai, ma è cosa che - alla  luce di una basilare concezione della democrazia - non puo' essere tollerata.

In altri termini, il rischio che stiamo vivendo ogni giorno di piu' è quello di una totale assuefazione alle assurdità del Berlusconismo e quindi, per dirla in termini giuridici, del trionfo di una nuova Costituzione materiale a immagine e somiglianza di B su quella scritta e formale che è ormai completamente estranea alla prassi di governo (in attesa di chissà quali mirabolanti riforme in questo senso). A meno che i giudici riescano a portare a termine il loro lavoro in santa pace (cosa su cui nutro forti dubbi).

Sul punto 1, ad esempio, possiamo parlare di totale insofferenza del Cavaliere per l'articolo 3 della Carta: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.". Già la Corte rigettò il Lodo Alfano per manifesta violazione di questo articolo, ora viene risollevato il medesimo problema. Quest'idea di uguaglianza sembra proprio ripugnare al Cavaliere, a quanto pare...

Sul punto 2 assistiamo all'ennesima evidenza della collusione tra membri del PdL e organizzazioni mafiose (ricordiamo anche il sottosegretario all'Economia Cosentino, vicino alla Camorra, che è ancora lì) ma la gente "comune" sembra non battere ciglio:

Sul punto 3 non vale neanche la pena soffermarsi, tanto ormai fa tutto parte della forma mentis per la quale: "i panni sporchi si lavano in casa", o, come diceva Andreotti: "se non puoi parlare bene di una persona, non parlarne". In pratica, sarebbe bene istituzionalizzare l'omertà a virtù cardinale del Paese.

In definitiva il limite è stato abbondantemente passato, le assurdità si moltiplicano e sembra di non poter far altro che stare a guardare l'esito dello scontro tra politica e magistratura: il punto è che quando la spia che indica un problema (in questo caso, le minacce a democrazia e legalità) non segnala piu' ad intermittenza ma segnala in maniera stabile e cronica, si finisce per considerare quel segnale sempre acceso la normalità. E per abituarsi, o assuefarsi, definitivamente.

3 aprile 2010
SOCIETA'
Cosa fare per l'Italia?

Alla luce delle ultime elezioni regionali - che invece di sancire la disaffezione popolare per il governo lo hanno rafforzato e animato di nuova voglia di devastare la Costituzione e quel che resta della legalità  - viene da porsi la domanda: cosa fare per rimettere a posto questo Paese?

Voglio dire, è evidente che tutto ciò che è stato fatto in questi due anni dal governo Berlusconi ha fatto capire le intenzioni del soggetto (continuare a fare i propri interessi, sottrarsi ai processi, aiutare gli amici degli amici, governare in piena collusione con mafie eccetera), allora perchè continua ad essere votato ed appoggiato?

Le televisioni, il carisma del personaggio certo, ma non ci dovrebbe essere un limite di decenza che è stato abbondantemente travalicato?

Uno dei motivi perchè B piace è il fatto che assomiglia agli italiani, è stato detto, ne incarna i vizietti e le manie: il volerla fare sempre franca, l'ipocrisia nel dare l'immagine di marito fedele e nel frattempo spassarsela con avvenenti fanciulle, la sete di controllo e potere: tutto questo è un pò nel Dna di molti italiani: la domanda è: perchè?

S potrebbe andare a ritroso nella storia, analizzare il potere romano, che non aveva e voleva vincoli prima con l'Impero e poi con la Chiesa che ha dominato l'Europa per un millennio (non a caso "periodo buio"). Si potrebbe ricordare che la Chiesa stessa ha forgiato a lungo i costumi degli italiani, dando un pessimo esempio di "falsa spiritualità", per cui la santa immagine dell'istituzione non doveva essere sporcata dalla sordida realtà quotidiana dell'esercizio del potere. E abbiamo visto anche di recente con quanto zelo gli ecclesiastici abbiano lavato in casa propria i panni sporchi degli scandali-pedofilia, mettendo tutto a tacere e si e no spostando di sede i sacerdoti colpevoli (fino alle recenti dichiarazioni di Bertone che hanno gettato ulteriore benzina sul fuoco).

Una morale falsa e ipocrita ha regnato per anni in questo Paese, permeando di sè usi e costumi degli italiani: immagine pulita per mascherare la sporca realtà; come si puo' pretendere che con siffatti maestri spirituali la morale corrente sia migliore di quel che è?

Aggiungiamoci pure le mafie, che con la loro ottica di "autogestione del territorio" imperversavano già prima dell'Unità d'Italia (i cosiddetti briganti) e che si sono radicate ulteriormente a causa della cattiva gestione del meridione da parte del nuovo Stato piemontese. Così una mentalità violenta basata sul potere a tutti i costi si è fusa con la mentalità ipocrita di derivazione ecclesiastica, contribuendo a plasmare l'animo degli italiani nel senso che "conta solo il potere". E che l'immagine sia pulita.

Un popolo così non puo' non apprezzare politici come gli Andreotti e come i Berlusconi: gente che bada a tenersi stretto il potere e a mantenere pulita il piu' possibile l'immagine, magari con una certa sintonia con le gerarchie Vaticane (e con gli Stati Uniti d'America), oltre che con le mafie.

Se non si ripulisce l'animo italiano da questi esempi di moralità pubblica, sarà difficile che possano votare in senso diverso e avremo sempre lo stesso tipo di classe dirigente: è di un cambiamente culturale che ci sarebbe bisogno, ma finchè le istituzioni su citate continuano ad avere potere ciò sarà tremendamente difficile. 

10 maggio 2009
SCIENZA
La Nasa e il 2012

da "Repubblica" 

2012, allarme Nasa
"Black out sulla Terra"

Lo scenario apocalittico dell'agenzia spaziale Usa: una tempesta solare spegnerà i circuiti elettrici e bloccherà satelliti e telefonini

Milioni di persone senza elettricità nel 2012, cibo e medicine che vanno a male nei frigo spenti, telefoni e satelliti fuori uso. Uno scenario da "day after" che potrebbe essere derubricato alla voce "catastrofismo", se non fosse che l'allarme viene dalla Nasa e dalla National Academy of Sciences. E nella parte del cattivo che mette a repentaglio la civiltà, una volta tanto, non ci sono le attività umane, l'inquinamento o il riscaldamento globale. Il nemico a sorpresa è il Sole, artefice della vita sulla Terra, che con un colpo di tosse potrebbe mettere ko le infrastrutture sulle quali l'Occidente prospera.

Da dicembre, l'attività del Sole sta lentamente aumentando. La nostra stella varia il suo campo magnetico ogni 11 anni e a un certo punto si raggiunge un picco di fenomeni (eruzioni solari e getti di massa coronale) dai quali si sprigionano grandi quantità di energia e di radiazioni. Tali getti possono raggiungere la Terra dando luogo a tempeste geomagnetiche. L'atmosfera ci protegge, gli effetti diretti delle tempeste solari sulla salute sono trascurabili, ma il loro impatto sulle strutture socio-economiche potrebbe essere disastroso.
Gli astronomi osservano questi fenomeni dal 1859 quando una tempesta geomagnetica di proporzioni straordinarie, oltre a rendere possibile l'osservazione di aurore come quelle polari in Italia e a Cuba, fece incendiare alcuni cavi del telegrafo in Europa e negli Stati Uniti. A maggio del 1921, un'altra tempesta provocò una serie di cortocircuiti, mettendo fuori uso le linee elettriche e quelle telefoniche sulle due sponde dell'Atlantico. Ma cosa accadrebbe se eventi del genere si verificassero oggi che un'intera civiltà è stata fondata sull'elettricità e le telecomunicazioni?

La risposta degli esperti è tutt'altro che confortante: "L'energia elettrica è la chiave di volta tecnologica della società moderna, dalla quale dipendono tutte le altre infrastrutture e gli altri servizi", si legge in un rapporto di 132 pagine commissionato dalla Nasa alla National Academy of Sciences. "Se la tempesta del 1859 avvenisse oggi, assisteremmo a un'enorme devastazione sociale ed economica". Nel 1989, sei milioni di persone in Quebec sono rimaste senza energia per nove ore a causa di una tempesta geomagnetica dieci volte meno potente di quella del 1921. Secondo John Kappenmann, coautore del rapporto, se un evento come quello del '21 si ripetesse, le persone senza elettricità sarebbero stavolta 130 milioni.

Una riedizione della tempesta del 1859, che fu ancor più potente, farebbe danni per duemila miliardi di dollari. Ciò che spaventa particolarmente nelle tempeste geomagnetiche è la loro imprevedibilità. Si sa che questo ciclo solare raggiungerà il prossimo picco tra il 2012 e il 2013, ma nella comunità scientifica non c'è accordo su quanto sarà intensa l'attivita della nostra stella in quel periodo. Spiega lo scienziato Doug Biesecker, della Noaa: "Basta un solo evento per creare enormi problemi: la grande tempesta del 1859 avvenne durante un ciclo particolarmente mite". Proprio come quello che sta per iniziare.

(10 maggio 2009)


Si inizia a dare credibilita' scientifica alla famosa "fine della Quinta Era del Sole" prevista dai Maya: un forte picco solare, capace di fare danni ingenti. Resta da vedere se i danni resteranno circoscritti a congegni elettrici, satelliti e cellulari. Ovviamente, speriamo bene.

 

6 maggio 2009
POLITICA
Il Presidente Palpatine

Il famigerato Cancelliere Palpatine divento' l'Imperatore Oscuro in Star Wars.
Noi in Italia, essendo poco anglofoni, dobbiamo accontentarci del Presidente Palpatine (pronunciato come si legge), che a diventare Imperatore Oscuro della mediocrazia delle Banane (mediacrazia dei mediocri) e' oramai tragicamente vicino (con congrega di razzisti, piduisti e fascisti vari a tingere di nero il suo schieramento gia' abbastanza annerito dalle sue personali pulsioni autoritarie), tra una letteronza da piazzare al Parlamento Europeo, una comparsata ad una festa di gala di una sua amica e disinibita 18enne (da pochi giorni) in compagnia della crema della nobilta' borbonica (forse faranno tendenza quest'estate le magliette: "song 'e napoli") e proposte indecenti varie fatte ormai a qualsiasi cosa si muova nel suo raggio di azione e sia di sesso femminile, come nel caso dell'assessore della provincia di Trento.
Il Presidente Palpatine, per l'appunto.
La Lario diceva che il  tra poco ex  consorte non sta bene: non sarebbe il caso di fare una bella perizia psichiatrica al pover'uomo in questione per verificarne
l'idoneita' psico-attitudinale a reggere una Nazione?
Un modesto consiglio sarebbe quello di una clinica per disintossicarsi dalle proprie pulsioni sessuali in eccesso: ne trarrebbero giovamento il pover'uomo stesso, la dignita' della sua famiglia, le candidature del Centro-destra, lo Stato come istituzione e gruppo sociale e la reputazione dell'Italia e degli italiani all'estero.
O almeno quel poco che ne e' rimasta.

1 maggio 2009
SCIENZA
Clima di emergenza

 da "Repubblica"

"Se non si agisce subito tra 20 anni sarà catastrofe"

Sull'ultimo numero della rivista "Nature" le ricerche di autorevoli istituti che danno base scientifica alle affermazioni fatte qualche giorno fa a Roma dal principe Carlo 

Il principe Carlo lo aveva detto pochi giorni fa in maniera un po' esoterica: "Ci restano solo 99 mesi prima di raggiungere il punto di non ritorno. Poi la storia ci giudicherà. E se non agiremo, i nostri nipoti non potranno mai perdonarci". Qualcuno ha alzato il sopracciglio considerando questo nuovo campanello d'allarme sul cambiamento climatico un vezzo reale. E invece la base scientifica - pur con qualche approssimazione sulle date - c'è. Lo dimostra l'ultimo numero della rivista Nature che in The Climate Crunch mette assieme le ricerche di istituti molto autorevoli (dal Potsdam Institute for Climate Impact Research all'università di Oxford). Conti alla mano, risulta che se non si agisce immediatamente, nel giro di un paio di decenni subiremo un danno di portata catastrofica. Le lancette del count down vanno spostate: l'ora X non scatta più nel 2050 ma tra 20 anni.

E' un risultato a cui si arriva seguendo due percorsi logici diversi e convergenti. Partiamo dal primo: le emissioni di carbonio. Gli scienziati hanno calcolato che, per contenere l'aumento di temperatura entro i 2 gradi (il livello oltre il quale il prezzo per l'umanità diventa altissimo), bisogna stare ben al di sotto del tetto complessivo di mille miliardi di tonnellate di carbonio. Dalla rivoluzione industriale in poi abbiamo consumato quasi metà di questi mille miliardi. Al ritmo attuale di aumento delle emissioni ci giocheremmo la dote restante in una ventina di anni.

Quest'ordine di grandezza torna seguendo un altro ragionamento. Prendiamo la concentrazione delle emissioni di anidride carbonica: in atmosfera c'erano circa 280 parti per milione di CO2 all'alba della rivoluzione industriale, oggi abbiamo superato quota 385 e l'incremento è sempre più veloce: ormai ha superato le due parti per milione l'anno e si avvia verso le 3 parti per anno. Con un incremento di 3 parti per milione l'anno per arrivare a una concentrazione di 450 parti, che è il tetto da considerare invalicabile, ci vorrebbero per l'appunto una ventina di anni.


Tutto ciò ha dei risvolti pratici molto concreti perché l'analisi scientifica lascia aperte due opzioni. O supponiamo che un virus sconosciuto si sia impossessato dei migliori climatologi del mondo portandoli ad affermazioni prive di senso, oppure li prendiamo sul serio e tagliamo subito le emissioni serra che sono prodotte dal consumo di combustibili fossili e dalla deforestazione. La rivista Nature, poco incline a credere all'esistenza del virus che colpisce gli scienziati, arriva a questa conclusione: "Solo un terzo delle riserve economicamente sfruttabili di petrolio, gas e carbone può essere consumato entro il 2100, se vogliamo evitare un aumento di temperatura di 2 gradi".

E non è detto che anche la stima dei 20 anni non risulti troppo generosa. James Hansen, che per anni ha guidato il Goddard Institute della Nasa, sostiene che il tetto va abbassato e bisognerebbe restare molto al di sotto delle 450 parti per milione. "Anch'io credo che bisognerebbe partire subito e mettere il mondo in sicurezza nell'arco di un decennio perché le capacità di recupero degli ecosistemi stanno arrivando al limite di rottura", precisa il climatologo Vincenzo Ferrara. "Gli oceani e le foreste che finora hanno assorbito circa una metà del carbonio emesso dalle attività umane sono sempre meno in grado di continuare a svolgere questa funzione: se queste spugne di anidride carbonica smetteranno di catturarla il cambiamento climatico subirà un'accelerazione drammatica".

(30 aprile 2009)

17 aprile 2009
SCIENZA
Surriscaldamento globale e ciclo degli alberi

da "Repubblica"

Onu: "Due gradi e mezzo in più e si inverte ciclo degli alberi"

L'allarme lanciato da un rapporto dell'International Union of Forest Research Organizations (IUFRO) che verrà presentato in un convegno

ROMA - Se la terra si riscalderà di 2,5 gradi tra alcune decine di anni le foreste smetteranno di aiutare a ridurre le emissioni di CO2, e anzi diverranno loro stesse fonte di emissioni, cominciando a rilasciare l'anidride carbonica. E' l'allarme lanciato dall'International Union of Forest Research Organizations (IUFRO) che ha stilato un rapporto, al quale hanno partecipato 15 paesi, per stimare il rischio che corrono le foreste in diversi scenari di cambiamenti climatici. Il tema sarà al centro del Forum on Forests delle Nazioni Unite (UNFF), che si terrà dal 20 Aprile al 1 Maggio alla sede ONU di New York.

Le foreste assorbono più anidride carbonica di quanta ne emettano, ma "da qui ad alcune decine di anni, a causa dei guasti causati dal cambiamento climatico - scrive Risto Seppala, studioso dell'Istituto Finlandese di ricerche sulle foreste, tra gli autori del rapporto - le foreste potranno rilasciare grandi quantità di anidride carbonica, contribuendo ad accelerare il fenomeno piuttosto che a frenarlo".

Nonostante la deforestazione in atto in molti paesi sia responsabile del 20% delle emissioni di gas serra, per ora le foreste sono ancora un pozzo che assorbe anidride più di quanta ne emettano, ci salvano dall'inquinamento catturando più di un quarto delle emissioni globali di CO2.

I ricercatori hanno calcolato che il riscaldamento globale potrebbe far venir meno questo ruolo attivo delle foreste che, anzi, a loro volta potrebbero iniziare a contribuire negativamente sprigionando altra CO2. Secondo Seppala, l'aumento di temperatura di 2,5 gradi sarebbe sufficiente a far venir meno anche sotto altri aspetti il ruolo positivo delle foreste. Infatti queste risentirebbero di periodi di siccità sempre più frequenti e diverrebbero più vulnerabili ai parassiti e agli incendi.

Tutti questi danni, di fatto, impedirebbero alle foreste di adempiere al loro ruolo di cattura-CO2. Il rischio di perdere le foreste come pozzi di CO2, concludono gli esperti, è significativo anche se si considera lo scenario più ottimistico, in cui si riesce a moderare le emissioni stabilizzando le concentrazioni di gas serra attuali. E anche considerando gli effetti positivi dell'aumento della temperatura, che favorirebbe la crescita delle foreste boreali.

Se lo scenario che prenderà piede è quello peggiore, non riuscire a moderare le emissioni, allora la perdita delle foreste come catturatrici di CO2 è assicurata.

(17 aprile 2009)
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IL CANNOCCHIALE